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Paolo Lasagni, in arte Hyena, è nato nel 1965 a Novellara, in provincia di Reggio Emilia.
Fotografo di professione, lavora come free-lance nei settori dello spettacolo (Luciano Ligabue, Piero Pelù, Cayman Records) e del reportage.
Sue immagini sono state pubblicate su riviste nazionali (Corriere della Sera, Max, Trends, Fotopratica) ed esposte in numerose mostre collettive e personali sia nazionali che internazionali.

La tecnica con cui si esprime Hyena travalica la fotografia per arricchirsi con varie contaminazioni. Le sue opere sono complessi mix di tecniche artistiche antiche e moderne fra cui prevalgono fotografia ed elementi di restauro. Questa sua complessità di linguaggio, questo padroneggiare e declinare sulle sue esigenze diverse discipline artistiche, gli ha permesso di conservare il fascino e la carica espressiva della fotografia – sua origine artistica – ed ovviare al problema principale ad esso legato: la riproducibilità. Ogni fotografia viene strappata, graffiata, distrutta, come se l’artista volesse esercitare su di essa un’ulteriore forma di controllo e di possesso, poi ricomposta, ricucita, levigata. Ogni opera diventa un pezzo unico.
Nelle opere utilizza vernici e resine che lascia gocciolare sulle immagini e che, insieme agli strappi, costituiscono quello che lui stesso definisce “rumore” e che altro non è che la traccia lasciata dal tempo che scorre, dalla vita vissuta.
Sulle sue opere sono sempre presenti citazioni letterarie che convivono con l’immagine e la completano in un elegante gioco di rimandi culturali.

Le tematiche di Hyena sono ascrivibili a pochi filoni di ricerca.
La prima fortunatissima serie è stata quella dedicata alla femminilità, una serie mai esauritasi ma sviluppatasi e arricchitasi nel tempo. La bellezza dei corpi di Hyena ci traghetta dal passato al presente e attraversa intatta il tempo.
Successivamente Hyena ha affrontato l’universo musicale con una serie di opere dedicate al jazz e alla danza, ed una serie sugli strumenti musicali, violini e strumenti ad arco in particolare.
Più recente è la serie dedicata alla natura. Opere raffiguranti la campagna emiliana ma arricchite da uno studio profondo del paesaggismo internazionale di tutti i tempi da cui derivano i continui riferimenti alla cultura nordeuropea e a quella giapponese.

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